Il gruppo teatrale italiano dell’Università di Lubiana Maschere nude in collaborazione con l’Istituto italiano di cultura in Slovenia presenta lo spettacolo
La signora è da buttare,
di Dario Fo e Franca Rame, regia di Silvia Viviani.
La signora è da buttare debutta il 15 settembre 1967 al teatro Manzoni di Milano. Da allora l’opera viene replicata sia in Italia sia all’estero per diversi anni e in più riprese.
Ne La Signora è da buttare l’omaggio al circo è un pretesto, una parafrasi del baraccone dello zio Sam, caricaturalmente esibito in tutte le sue contraddizioni anche tragiche. Un testo che ha offerto a Franca Rame l’occasione di interpretare tutta una serie di personaggi che impongono trasformazioni incredibili.
Ancora oggi l’opera è un documento teatrale inquietante: una satira datata che non cerca di essere neutrale né consolatoria. L’eco del lavoro di Fo e Rame ci aiuta a leggere oltre il paradosso: ciò che allora sembrava esagerato o impossibile si rivela, a distanza di anni, fin troppo familiare. (Ana Vide)
NB La commedia è stata rappresentata otto anni fa. Sembra incredibile, ma avevano previsto perfino la cacciata di Nixon prima ancora che fosse eletto. E davamo per scontata la caduta catastrofica del dominio imperialista nel Vietnam e la sua ignominiosa cacciata. Ma siamo proprio istriones?! O, come ormai dicono in molti (politici), “era tutto così scontato!”
(1976)
Dario Fo (1926–2016) è stato uno dei maggiori esponenti del panorama teatrale italiano e internazionale, un uomo di teatro a tutto tondo: attore, regista, scrittore, scenografo, costumista e, come preferiva, «giullare e pittore». I suoi testi si distinguono per l’audace e brillante satira politica e sociale. Il suo stile si rifà alla Commedia dell’arte e ai giullari; inarrivabile è il suo grammelot padano, nella sua massima espressione in Mistero buffo.
Sempre al suo fianco e alla pari, sia a teatro sia nell’impegno politico (entrambi esponenti del Soccorso Rosso Militante), la moglie Franca Rame (1929-2013). Nel 1997 Dario Fo vinse il Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione: «che si ispira ai giullari medievali nel dileggiare l’autorità e nel risollevare la dignità degli oppressi», e concluse il discorso di ringraziamento dicendo: «E per finire permettete che io dedichi una buona metà della medaglia che mi offrite a Franca».
Dario Fo e Franca Rame sono stati due voci uniche e inimitabili, che hanno usato il riso per far scivolare la realtà davanti agli occhi del pubblico, trasformando il grottesco in uno strumento di verità e mostrando ciò che spesso si preferirebbe ignorare.
Il centenario della nascita di Dario Fo è l’occasione per ricordare la loro energia, la precisione dei meccanismi scenici e la capacità di far ridere e riflettere insieme, senza scorciatoie.
Prenotazioni obbligatorie_obvezne rezervacije: nudemaschere@gmail.com